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Nato nel 1961, Pastor vive e lavora a Monaco.

Tecnica: pigmenti, terra, acqua e fuoco.

Residente a Monaco, sede del suo atelier di pittura, ha diverse fonti d'ispirazione e il suo posto preferito è un vecchio ovile sulle montagne in cui trova rifugio immerso nella natura alla ricerca del suo istinto creativo. Philippe Pastor, nato nel 1961, monegasco, è un personaggio che esce dalle strade battute. Artista autodidatta, nel giro di una decina di anni si è imposto sulla scena internazionale grazie a esposizioni in Francia, in Italia e negli Stati Uniti; nel 2007 ha partecipato alla 52ª Biennale di Venezia, invitato alla Fondazione Riva.

 

I suoi famosi Alberi Bruciati, divenuti sculture emblematiche della distruzione della foresta, e l'impegno profuso nel Programma delle Nazioni Unite Per l'Ambiente ne traducono il desiderio di comunicare la propria lucida visione al mondo. Attraverso tali sculture si concentrano la poetica e l'impegno dell'artista. Si tratta di sculture realizzate a partire da tronchi d'albero della foresta della Garde Freinet, nel massiccio dei Maures (Var), devastata da un incendio nel 2003.

La protezione della natura, la rivolta contro la negligenza dell’uomo nei confronti del nostro pianeta, costituiscono una delle principali preoccupazioni di Philippe Pastor. Tramite questi tronchi solenni, carbonizzati e trattati con elementi colorati provenienti da carrozzerie d'auto accidentate, l’artista persegue il suo impegno a favore del programma delle Nazioni-Unite per l’ambiente e la campagna "Plantons pour la Planète" ("Piantiamo per il Pianeta").

Con la sua Associazione Arte e Ambiente, alla quale è destinata una parte del ricavato delle vendite delle sue sculture e tutti i fondi raccolti nelle manifestazioni, Pastor partecipa a programmi di rimboschimento e di sensibilizzazione dei bambini ai problemi ambientali. “La cosa più stupefacente sono i bambini, sono i soli a comprendere la disperazione e il dolore dei miei alberi, i soli protagonisti". Philippe Pastor, d'altronde, è un personaggio che riflette nell'arte la visione di una realtà filtrata dal proprio mondo interiore: "La mia arte viene dal cuore, riproduco ciò che ho visto con grande spontaneità, in modo molto rapido". Basta guardare i suoi quadri, in cui la forza del segno esprime senza alcuna mediazione un processo creativo diretto che parte dalla sfera intima e si manifesta sulla tela in diverse tecniche. L’osservazione del mondo, il senso di ribellione contro la sua distruzione, ma anche il comportamento delle persone, la tristezza, la disperazione, o la bellezza, la solitudine e la mancanza di comunicazione, sono sue fonti d'ispirazione. A Philippe Pastor non piace essere classificato all'interno di una corrente, il suo stile nasce dalla spontaneità che dà vita al gesto in grado di tradurre il suo sentimento verso ciò che osserva. I suoi artisti preferiti sono Picasso e Bacon, apprezza l'architetto Wilmotte soprattutto per i lavori di valorizzazione urbana realizzati a Parigi. Ma la sua vera fonte creativa sono le persone. Guerrieri, prostitute, coppie d'innamorati, ragazze al bar, giovani emarginati popolano le sue prime serie di quadri gran formato, che s'impongono con forza e sono pervasi da un'energia interiore che si sfoga nel tracciato dei segni e nelle tecniche pittoriche.

Pastor utilizza soprattutto pigmenti provenienti da ogni parte del mondo, che miscela con colle speciali per creare colori e materie propri.  La sua ultimissima serie Il cielo guarda la terra presenta una matrice più astratta. Seguendo l'esempio del cielo, l’artista scruta quanto di più terribile sta sconvolgendo il nostro pianeta, catastrofi naturali ma anche guerre, attentati, la violenza perpetrata dall'uomo. Non vi è nulla di politico nella sua arte, soltanto il sentimento di un osservatore sensibile a un mondo che è sul punto di soffocare. Sono queste le opere in cui traspare una grande forza della materia, nella quale i pigmenti puri sono associati ad altri materiali, come la terra, la sabbia, griglie metalliche, schegge di legno, cartone e metallo arrugginito. Anche qui si viene colpiti dalla spontaneità del gesto e da quella di un messaggio tracciato da un segno rapido che viene dal cuore e dichiara il nome stilistico di Philippe Pastor.


Riferimenti chiave

1961 Nascita a Monaco
2002 Prima esposizione « Le coppie di Saint-Tropez » a Saint-Tropez.
2003 Esposizione alla Modern Art Gallery di Miami.
2004 Esposizione alla Galleria Bruno Delarue di Parigi.
2005

Esposizione in Romania, Italia, Francia e Cina.
Prima esposizione degli Alberi Bruciati.

2006 Gli Alberi Bruciati partono per Nairobi
2007 Gli Alberi vengono esposti in Italia, a Saint-Tropez, a Cannes durante il festival del film e a Singapore.
Esposizione di quadri alla Biennale di Venezia.
2008 I Alberi Bruciati sono esposti nella Sede delle Nazioni Unite a New York
Esposizione a Parigi
Esposizioni presso l'Opera Gallery di Londra

L’artista è presente in più di dieci gallerie in tutto il mondo.

 

- Le sue opere recenti 
- Retrospettiva di opere 
- Gli Alberi Bruciati 
- L’artista nell'atelier – Galleria fotografica
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